FRANCO BRUZZONE

ARTISTI

BIOGRAFIA

 

Franco Bruzzone nasce ad Altare nel 1934. Inizia a disegnare da autodidatta nei primi anni Cinquanta. Le prime prove sono del 1952 – 1953. In quegli anni frequenta lo studio del pittore Mario Grosso che lo incoraggia a dipingere. Nel ’54 espone per la prima volta una tempera in bianco e nero al Premio Nazionale Vado Ligure. Dipinge paesaggi a olio dopo diversi studi dal vero. Cézanne e Carrà sono i riferimenti più vicini.

Nel ’57, a Genova, dove frequenta la facoltà di Lettere moderne all’Università, conosce Borella, Fieschi, Edoardo Alfieri, Nobile e Rigon. Da cataloghi e riviste trova stimoli per le prime prove di disegni astratti:tempere e carboncini con un prevalente interesse per un segno istintivo e immediato.

Il ’58 è un anno importante per gli sviluppi futuri. Inizia a lavorare nella direzione di forme e grovigli a forte componente psicologica. I disegni a china dimostrano che c’è sintonia tra la sensibilità “segnica” e il dettato della necessità interiore. Nascono forme inquietanti e lacerate.

Nel ’59 realizza i primi quadri a olio con forme “embrionali”, ma anche 19 acquerelli di piccolo formato. Partecipa con tre disegni a china alla Rassegna della pittura ligure al Teatro del Falcone di Genova e realizza grandi fogli con forme moltiplicate di tipo metamorfico riconducibili all’automatismo surrealista.

Ad Albisola conosce Piero Manzoni ed incontra Fontana, che realizza le “nature”, grandi sfere in terracotta. Nel 1961, dopo la laurea, tiene la prima mostra personale al Circolo degli artisti di Albisola. Espone disegni realizzati fra il ’59 e il ’61: Carlo Cardazzo ne acquista quattro.

Risalgono al ’62 le prime pitture “scure”, che evidenziano una contrapposizione dialettica tra razionalità ed emotività, tra strutture rigide e grovigli gestuali. Nel ’63 le strutture spaziali si ordinano in sequenze orizzontali, i grovigli si frammentano, compaiono colori timbrici a contrasto con le dominanti grigio/bruno.

Nel ’65 partecipa alla IX Quadriennale di Roma di con un trittico, tempere su tela, con figurazioni inquietanti e surreali. La pittura si fa più sfumata e leggera, con una ripresa, nel disegno, delle piccole forme organiche che poi ricompariranno dal ’71 in poi.

Nel ’71, durante un viaggio in Sicilia, vede nel Museo di Siracusa i frammenti delle ceramiche arcaiche ordinati nelle bacheche: scatta l’idea dei “frammenti di forme” che caratterizzeranno la sua produzione pittorica successiva: “… traccio con la matita una serie di elementi che, partendo dall’alto a sinistra, e seguendo l’andamento di una pagina scritta, riempiono con una certa regolarità, moltiplicandosi, tutto il campo della tela. Il segno ha un’origine automatica, nasce da un impulso, da uno scatto iniziale cui si collegano via via tutti gli altri segni, ora curvi, ora tesi, ora acuti e rettilinei”, scrive Bruzzone le 1973.

Ha al suo attivo decine di mostre personali in Italia e all’estero (Francia, Svizzera, Germania, Danimarca) e la partecipazione a molte collettive. Sue opere sono esposte permanentemente al Museo di Villa Croce a Genova, al Musée des Beaux-Arts di La Chaux-de-Fonds (Svizzera), al Madi Museo d’arte delle generazioni italiane del ‘900 di Pieve di Cento (Bologna), alla Civica Galleria di arte moderna di Gallarate (Varese), al Civico Museo di arte contemporanea di Calasetta (Cagliari), alla Casa Museo Giuseppe Mazzotti di Albissola Mare e al Museo Civico di Alessandria.

  

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FRANCO BRUZZONE

L'estetica del segno